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Mag 8, 2012 - I miei deliri    No Comments

“Ancora una volta”

“E’ ora di tonare a casa, abbiamo finito per stasera” “No” Lei si girò a guardarlo. I suoi occhi ambrati con le pupille di gatto la fissavano, la lingua passava e ripassava sulle zanne. “Sai qual’è l’accordo. Facciamo quello che dobbiamo fare e poi si torna a casa, alla vita di sempre” “Per te forse sarà così” le si era avvicinato ad una velocità inaudita “Quando non stiamo insieme io torno ad essere un insignificante essere umano” “Funziona in questo modo e ti era stato spiegato molto bene quando hai accettato” “Ma questo era prima! Prima di sapere cosa si provava ad essere ciò che sono adesso!” Lei lo sapeva bene, poteva capirlo. Sentiva le sue emozioni come fossero le proprie e la sua forza scorrerle nel sangue. Ma funzionava solamente se erano abbastanza vicini. In quel momento lui era il Custode della Sacerdotessa Guardiana. Ciò che era lei. Ma una volta lontani, di alcuni chilometri ben inteso, tornavano ad essere ciò che erano. Almeno lui. Era una precauzione per non lasciare che un simile potere restasse senza controllo. Voltandosi e iniziando a camminare, lei continuò “Non possiamo continuare questa discussione all’infinito…” “NO!!” Urlò lui. Voltandosi di scatto nuovamente, lo guardò negli occhi “Osuwari” disse semplicemente. Una parola presa dal suo manga preferito, ma che funzionava alla grande. Il ragazzo si schiantò a terra. Lei riprese a camminare, ignorando il ruggito che si perdeva nella notte.

Apr 18, 2012 - I miei deliri    No Comments

Incontro casuale ad un locale

Musica a tutto volume, luci stroboscopiche e gente, tanta gente. Appoggiata al bancone del bar, era interessata soltanto al contenuto del suo bicchiere. Le piaceva perdersi nella folla, serviva a rilassarla. Un uomo si affiancò a lei “Ci si rivede Piuma di Pavone” lo riconobbe dalla voce per uno dei suoi “clienti”. “Raven, il mio vero nome è Raven. E ora non stò lavorando” L’uomo fece un ghigno sorseggiando il cocktail “Da un uccello ad un altro quindi. Molto appropriata come scelta” “Scarsina come battuta amico” e senza neanche voltarsi a guardarlo, Raven afferrò il suo bicchiere e si mischiò alle persone che ballavano.
Feb 2, 2012 - I miei deliri    No Comments

Rituale per condividere le visioni di una sacerdotessa

La sacerdotessa si taglia il palmo della mano con un coltello. Va verso il bacile pieno d’acqua di fonte e si lava la mano, diluendo il sangue dentro l’acqua. Una volta fatto questo riempie con la stessa acqua un bicchiere e lo dà a chi vuole condividere la visione che avrà, poi beve anche lei. In questo modo le menti della sacerdotessa e di chi chiede di assistere alla visione sono collegate e quella persona vedrà le stesse cose che vede la sacerdotessa.


(Me lo sono inventato,non l’ho letto da nessuna parte. Si lo so sono pazza…)

Gen 4, 2012 - I miei deliri    No Comments

Delirio numero 5

“Non ti avevo chiesto di lasciarmi in pace?” Il ragazzo sorrise e i suoi occhi marroni dalla pupillla di gatto la guardarono con un lampo divertito. “Se continui ad invitarmi nei tuoi sogni non é colpa mia” la ragazza sbuffo’ “Non ti ho invitato e tu lo sai!!” Sempre sorridendo il ragazzo si volto’ e inizio’ ad allontanarsi “Come vuoi,ci vediamo principessa”. E scomparve nella luce del tramonto.

Ago 9, 2011 - I miei deliri    No Comments

Ali nella notte (Delirio numero 4)

“Continuando a fumare la sigaretta distrattamente,l’uomo disse:”Ah signor sindaco,dimenticavo. Avvisi la popolazione. Chiunque sarà fuori dopo una certa ora della notte,non arriverà a domani” “Ehi un momento! E chi fa un lavoro notturno?” “Per loro non si preoccupi,verranno risparmiati” “E come? Qualcosa del tipo:Dio riconoscerà i suoi??” Se preferisce così…” L’ uomo spense la sigaretta e con eleganza uscì dalla stanza”

Giu 18, 2011 - I miei deliri    No Comments

“In che mondo vivi?” (Delirio numero 3)

“Qual’è il tuo mondo?” “Ti risponderei quello normale,di tutti.Ma la realtà è che non lo so.Una ipotetica terra di mezzo forse,la oltrepasso a seconda di quello che mi interessa al momento.A seconda degli argomenti entro in mondi e realtà completamente diverse che non hanno niente in comune fra loro.Ma forse no.A volte si trovano collegamenti fra realtà totalmente inaspettate,come la mitologia e la fisica quantistica per esempio.Quindi a che mondo appartengo?A tutti e forse a nessuno”

Gen 1, 2011 - I miei deliri    No Comments

Nella mente (Delirio numero 2)

“…potrei essere dovunque.Nel mio passato,nel presente ma non nel luogo fisico in cui mi trovo,in altri posti…È per questo che non puoi sapere dove sono.E raggiungermi. Potrebbe essere molto pericoloso provarci.”

Dic 21, 2010 - I miei deliri    No Comments

Un delirio mentale mentre ascoltavo Disturbia di Rihanna (Delirio numero 1)

“Dentro al pub musica a tutto volume.Quello che le serviva.Non le poteva importare di meno delle persone che c’erano vicino a lei,del chiacchiericcio che a volte sovrastava la musica.Voleva soltanto arrivare al bancone del bar e prendere una birra. “…is too close for comfort…” già,i pensieri eran troppo vicini,troppo pressanti.E basta. Adorava quel pub,anche se non ci andava spesso.E adorava la birra anche. Ma forse non era stata una grande idea quella di andare li quella sera.Con la testa appoggiata alle mani lasciava che la musica la pervadesse completamente “…is like the darkness is the light. Disturbia…” era successo troppo di tutto e doveva pensare “…I gotta get out or figure this shit out…” solo che non era facile. Tutte le immagini le apparivano davanti. La musica aveva questo effetto su di lei. Magari un altro sorso di birra avrebbe aiutato,come faceva sempre,ad anestetizzare le sensazioni. A rendere il tutto più accettabile. Aveva sempre creduto a quelle cose. Sapeva che esistevano,adorava leggerne,la faceva sentire paradossalmente più sicura la consapevolezza che il mondo non era quello che vedeva. Trovarcisi dentro però era destabilizzante. Forse perchè era stato tutto improvviso,inaspettato. Un altro sorso di birra. Anche il suo compagno aveva visto, era dentro queste cose come lei. Ma ora la storia prendeva una piega totalmente diversa. Sapevano come muoversi. Potevano AGIRE. E quell’agire aveva funzionato. In parte. Bisognava decidere:lasciar perdere o continuare. La cosa buffa era che ciò che avevano iniziato,perchè chiamati a farlo,no poteva essere lasciata a metà”