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Le Cugine Diùc e “La Ricerca delle Scarpe Perdute”

Era un tranquillo giorno della fine di gennaio,nell’anno in cui i Maya avevano indicato la fine del mondo,quando Tia,la minore delle cugine Diuc,si innamoro’ perdutamente di un paio di scarpe. Qual’é il problema direte voi,beh,il guaio stava nel fatto che l’unico indizio su quelle scarpe era una foto,condivisa su Facebook. Da li’ é partita una folle ricerca che,degna di quelle per il Santo Graal,ha portato le nostre prima in una affannosa ricerca in rete per immagini (che manco CSI),poi nei meandri della Rete dell’Est Europa attraverso un sito polacco, la cui traduzione é stata piuttosto spannometrica,se non per la comprensione che tali scarpe non erano presenti. Ci si é poi dirette verso un sito probabilmente americano,fra tipi di scarpe che dire particolari é poco,per non trovarle affatto. La ricerca é infine approdata ad un negozio di calzature dove,con foto di facebook alla mano per mostrarle (tipo persone che cercano in lacrime un parente scomparso),si é proceduto a chiedere informazioni.Risultato? Nemmeno l’ombra di quelle dannate scarpe,che sicuramente se la staranno ridendo dallo scaffale di un negozio. Rimangono le immagini di scarpe simili e naturalmente quella delle originali. P.S. Se le avvistate,chiedete delle Cugine Diuc.

Link all’album di scarpe simili

http://www.facebook.com/media/set/?set=a.3140057384957.2154537.1370591388&type=1


Le Scarpe Perdute

La mattinata in tribunale

Oggi con Tia abbiamo provato una nuova esperienza: udienza in tribunale. Il posto è molto moderno e veramente grande, ma gli imprevisti sono iniziati praticamente da subito: la donna all’ufficio informativo a cui Tia si è rivolta per avere notizie riguardo all’aula della causa, ci ha dato un’indicazione sbagliata. L’ascensore che abbiamo preso era quelli modello “se mi chiamano vado subito al piano della chiamata,fregandomene di chi è dentro”. Morale: siamo tornate al piano terra…Finalmente giunte a destinazione abbiamo scoperto che l’ufficio che quella gentile signora ci aveva indicato era chiuso. Fermato al volo un avvocato abbiamo domandato a lui, arrivando fuori dall’aula giusta. La sua udienza era la numero 8….e tutte segnate alle 9. Dopo minuti lunghissimi di attesa (dove sono passati 3 uomini ammanettati con seguito di polizia, si è fermato davanti alla porta un rumorosissimo signore in carrozzella che faceva più confusione di 20 persone) è stata chiamata finalmente dentro, per uscire poco dopo con la data del prossimo anno come rinvio di udienza. L’accusato non si era presentato e quindì vai di rinvio……E’ stata comunque una nuova esperienza.

Intervista doppia tipo Le Iene: Le Cugine Diùc e il sesso

Salve a tutti!! Sarà capitato sicuramente a qualcuno di chiacchierare per chat con una persona che conoscete ma che non vedete da una vita e di sentirvi porre delle domande….diciamo inopportune….beh, in quei casi,perchè mandare la suddetta persona a stendere, come sarebbe logico? Le Cugine Diùc hanno escogitato un metodo diverso, e se la persona vuole capire……altrimenti che vada pure a stendere ^_^

 

Che rapporto avete con il sesso?
Ely: “Amichevole, molto amichevole”
Tia: “Lo saluto tutti i giorni”

Lo fate spesso?
Tia: “Lo stiamo facendo anche ora”
Ely: “Solo giorni dispari del calendario con luna calante”

Posizione preferita?
Ely: “Stiamo sperimentando quella del cavatappi”
Tia: “La rana impantanata nel fango mentre fuma”

Metodi contraccettivi che usate?
Tia: “Metto un tappo”
Ely: “Coito interrotto da una botta in testa”

E i vicini cosa dicono?
Tia: “Fanno il tifo dalla finestra”
Ely: “Nel mio palazzo abbiamo messo il tabellone con i punti nell androne delle scale per confrontarci tutti”

Le avventure delle Cugine Diùc: la curva diritta

Correva l’anno…boh, chissà quale anno era. Sicuramente uno di quelli in cui le mitiche Cugine Diùc macinavano ogni giorno chilometri e chilometri percorrendo sempre lo stesso isolato, in sella a biciclette fedeli (una delle quali era stata “trovata” dal padre di Tia vicino ad un cassonetto). Ma qualcosa di diverso capitò in quella giornata: le ragazze decisero di usare il Ciao di Ely. In due naturalmente. Guidava Tia che, messo il casco arrancava felice per la strada, con Ely appollaiata dietro. Tutto filò liscio fino a quando, imboccato il sottopassaggio della mura, Tia non sperimentò il concetto geometrico di “curva diritta”….infilandosi nella scolina del marciapiede, sotto gli occhi stupiti di quei ragazzi che l’avevano distratta….
Naturalmente ai genitori fu fornita un’altra versione della storia, per spiegare le ferite delle nostre eroine. Quelle cicatrici sono visibili tutt’ora e magari, se lo chiedete, vi racconteranno la loro storia.